Friday, November 6, 2009

Dieta con meno azoto risparmio e minor impatto

di Eugenio Corradini
Suinicoltura-n.9 settembre 2009, 26-30

La metodologia utilizzata per la simulazione economica si basa sul confronto tra allevamenti di suini all'ingrasso che adottino le diete a basso contenuto d'azoto rispetto a un allevamento che utilizzi la più diffusa razione al 13-14% di proteina. Le caratteristiche dell'allevamento preso a riferimento sono le seguenti: dimensione 2mila capi all'ingrasso orientati verso la produzione del suino pesante di oltre 160 kg, destinato alla produzione del prosciutto crudo e per questo allevato con una dieta rispettosa del disciplinare di produzione del prosciutto tipico partendo da un magroncello di 35 kg; produzione annua media di 4.538 tonnellate di carne; porcilaia del tipo a pavimento parzialmente fessurato e gestione dei liquami di tipo agronomico dopo il semplice stoccaggio di 180 giorni.
L'allevamento scelto ricade in una zona vulnerabile ai nitrati, che utilizza per lo spandimento dei liquami una superficie di terreno di oltre 100 ettari; di questi, 80 ettari sono di proprietà dell'allevatore, mentre i rimanenti, ubicati a una distanza media di km 5 dall'allevamento, sono presi in concessione pagando un diritto di spandimento pari a 250 euro/ha. La prima prova sperimentale è stata caratterizzata dall'introduzione di una dieta con un contenuto proteico dell'11-12%nella fase di finissaggio; mentre nella seconda prova si è sperimentata una dieta con il 9% di proteina.

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